venerdì 4 dicembre 2020

LA PANDEMIA DA COVID 19 E LA STORIA DEL DIABETE

OGNI ANNO NEL MONDO I DECESSI 

PER DIABETE

SONO TRE VOLTE QUELLI DA COVID 19

In questo periodo di pandemia da Coronavirus chiamato COVID 19, tutti nel mondo si stanno sottoponendo a restrizioni della libertà per limitare gli effetti di questa malattia che ha causato ad oggi  (https://statistichecoronavirus.it/ )

                                  4 dicembre 2020 -  1.514.669 morti 

e che ne causerà altri ancora fino alla completa debellazione ad opera delle imminenti campagne di vaccinazione. Non sarà immediata la fine della pandemia perché dipenderà dall’efficacia del vaccino stesso e dal numero delle persone che si sottoporranno alla vaccinazione.

Contemporaneamente all’impegno contro il Covid-19 non dimentichiamo che altre malattie, fra queste quelle croniche, nel Mondo, in Italia, in ciascun territorio, compreso il nostro bellissimo POLESINE, causano tutti gli anni molti più morti, senza la speranza che un vaccino possa sconfiggerle.

Secondo l’International Diabetes Federation  http://www.idf.org/ 

il diabete ha causato 

5 milioni di morti nel 2015 (un decesso ogni 6 secondi).

La medicina ha fatto passi giganti in questi ultimi decenni, con la scoperta di medicine in grado di curare il diabete nelle sue varie forme (vedi la Storia del diabete nel video che segue), consentendo la riduzione della mortalità; ma i Sistemi Sanitari sono più lenti, influenzati anche da una errata percezione della gravità da parte dell’opinione pubblica, degli stessi ammalati e conseguentemente dagli Organi decisori sanitari che devono adeguarsi e fare meglio la loro funzione che non è solo quella della cura.

Servirebbe una grande campagna di sensibilizzazione e prevenzione dal momento che “il 90 per cento dei diabetici è costituito dal diabete Tipo 2, fortemente legato anche nel nostro Paese all’eccesso ponderale, a sua volta riferibile a iperalimentazione e a scarsa attività fisica ma anche alla struttura stessa della società”, come ritiene il Prof. Enzo Bonora, Una società che sembra essere infettata da un “virus” che lentamente condiziona lo sviluppo della malattia in tante persone. Un “virus” che è alimentato da industrializzazione, meccanizzazione, urbanizzazione, stress psico-fisico, ricerca di una facile ricompensa nel cibo che, d’altro canto, è di semplice accesso, larga diffusione di alimenti ad elevato tenore calorico, grande pressione pubblicitaria nei confronti di prodotti alimentari” con “probabile presenza di sostanze negative per l’organismo” (https://www.siditalia.it/pdf/Il%20Diabete%20in%20Italia_p.pdf  (Enzo Bonora: “Impatto socio-sanitario del diabete”).

LA STORIA DEL DIABETE

Ho prodotto questo video traendo immagini e testi da S.I.D. – Società Italiana di Diabetologia. L’intento è informativo allo scopo di aumentare il livello di conoscenza dell’evoluzione nel tempo della malattia e delle cure possibili. Ai progressi della medicina e della scienza in questo campo, al pari di altri settori, non sembrano corrispondere misure adeguate di prevenzione, a confronto con il vorticoso aumento degli ammalati e delle persone a rischio.

Nel Polesine sono circa 20.000 le persone con diabete.

In Italia, nel 2016, secondo l’ISTAT (https://www.istat.it/it/archivio/202600), erano oltre 3 milioni 200 mila le persone che dichiaravano di essere affette da diabete, il 5,3% dell'intera popolazione (16,5% fra le persone di 65 anni e oltre). Notevoli gli squilibri territoriali, di genere e sociali.

Nel Mondo, sono oltre 400 milioni le persone adulte che soffrono di diabete e le stime per il futuro non sono incoraggianti: entro il 2040 ci saranno quasi 650 milioni di malati.

Sono numeri che spaventano.  Necessita un cambio radicale delle politiche sanitarie e di prevenzione. Una maggiore consapevolezza dei Singoli e degli Organi Pubblici di tutti i gradi. Non bastano più gli specialisti e le cure negli Ospedali. In Italia devono essere maggiormente coinvolti i Medici di Medicina Generale, come richiesto dalle stesse Associazioni professionali.  Nel Piano Nazionale per il Diabete è previsto un ruolo attivo anche per le Associazioni degli ammalati, ma le Associazioni non hanno mezzi e la loro azione è inefficace se non è sostenuta e condivisa.

Pino Schiesari

IL VIDEO È ANCHE IN YOUTUBE

https://youtu.be/x0dv1Ski1XQ

LE FOTO DEI PERSONAGGI STORICI ESTRATTE DA S.I.D. 
(SOCIETA' ITALIANA DI DIABETOLOGIA)

Sushruta  

50 a.c.

Un famoso medico e chirurgo indiano di nome Sush
ruta descrive casi di persone che urinavano molto e la cui urina attraeva le mosche ed era di sapore dolce. Si trattava certamente di diabetici.




Areteo di Cappadocia - 150 d.c.

Areteo di Cappadocia, famosissimo medico, probabilmente fu il primo che usò il termine diabete


Avicenna - persiano - anno 1000
Matthew Dobson scopre che il sapore dolce delle urine dei diabetici è dovuto alla presenza di glucosio


1850-70

Il francese Claude Bernand identifica il ruolo del fegato come organo che produce glucosio e definisce alcuni concetti chiave dell’omeostasi


1869

Il tedesco Paul Langerhans identifica nel pancreas multipli agglomerati di cellule diverse che prenderanno il nome di isole di Langerhans. Tali isole contengono le cellule che producono l’insulina


1889

L’austriaco Oskar Minkowski, insieme al connazionale Joseph von Mering, scopre che asportando il pancreas al cane si sviluppa il diabete e identifica quindi il ruolo del pancreas nel controllare i livelli di glicemia

1910

Sir Edward Albert Sharpey-Schafer coniò il nome insulina per una sostanza prodotta dalle isole di Langerhans che lui riteneva mancante nelle persone con diabete

1922

Banting, Best, Collips e McLeod allestiscono estratti pancreatici ricchi di insulina che riducono la glicemia quando iniettati a cani resi diabetici con la rimozione del pancreas. E’ la scoperta (premiata con premio Nobel) che prelude al trattamento del diabete con insulina e permette di cambiare la prospettiva di vita dei diabetici tipo 1 (insulino-dipendenti) che prima morivano in tempi rapidi dopo la diagnosi della malattia.

1936

Sperimentazioni da parte del danese Hans Christian Hagedorn di formulazioni di insulina legata alla protamina per rallentarne l’assorbimento. E’ la premessa all’allestimento dell’insulina NPH, commercializzata nel 1950. Il principio è sfruttato anche oggi per le formulazioni di insulina ad azione intermedia.



1922

Primo paziente trattato con insulina. E’ un ragazzo di 14 anni (Leonard Thompson). E’ una svolta epocale nella storia della malattia che diventa curabile. Rapidamente vengono messe in commercio insuline di estrazione bovina.

LE SUCCESSIVE TAPPE

1942

Scoperta casuale da parte del francese dr. Marcel Janbon che alcuni sulfamidici, usati per curare le infezioni, abbassavano la glicemia. E’ la premessa allo sviluppo, a cura di August Loubatieres, e poi all’uso clinico delle sulfoniluree che entrano in commercio nel 1955 e che ancora oggi sono largamente utilizzate per la terapia orale del diabete tipo 2 (non-insulino-dipendente).

1958

Disponibilità di strisce affidabili per la determinazione della glicosuria con metodo a lettura visiva.

1961

Immissione in commercio della metformina, il farmaco che ancora oggi è indicato dalle linee guida internazionali come il primo antidiabetico da impiegare per la terapia orale del diabete tipo 2 (non-insulino-dipendente).

1964

Disponibilità di strisce affidabili per la determinazione della glicemia con metodo a lettura visiva.

1966

Primo trapianto di pancreas nell’uomo a Minneapolis (USA). I trapianti usati per la cura del diabete tipo 1 verranno eseguiti circa 20 anni dopo.

1967

glucometro

Viene realizzato il primo strumento per la determinazione della glicemia su una goccia di sangue capillare. E’ la premessa per l’avvio dell’autocontrollo glicemico domiciliare.

1972

 

emoglobina

Introduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) come parametro di valutazione a lungo termine (tre mesi) del compenso glicemico.

1974

Immissione in commercio delle insuline porcine monocomponenti che hanno il vantaggio di essere meno immunogene e, quindi, di evocare meno delle altre la formazione di anticorpi anti-insulina.

1979

Primi pazienti trattati con microinfusori per la terapia insulinica intensiva.

1980

Primo paziente trattato con insulina umana ottenuta con l’ingegneria genetica (tecnica del DNA ricombinante applicata al batterio Escherichia Coli).

1986

insulina

 

Immissione in commercio delle penne (iniettori) che usano cartucce intercambiabili per la terapia insulina. 1987 Primo trapianto di insule pancreatiche nell’uomo per la cura del diabete tipo 1.

1993

Lo studio americano DCCT dimostra che nel diabete tipo 1 tenere le glicemie più basse riduce il rischio di complicanze croniche.

Intestino

1995

Immissione in commercio di acarbosio, un inibitore dell’enzima alfa-glucosidasi, che ritarda l’assorbimento intestinale del glucosio.

1996

Immissione in commercio del primo analogo dell’insulina. Si tratta di insulina sintetica resa lievemente diversa da quella naturale per modificarne la velocità di assorbimento e, quindi, la velocità di azione.

1997

Viene abbassato il livello di glicemia per porre diagnosi di diabete da 140 a 126 mg/dl

1998

Immissione in commercio della repaglinide , una molecola di derivazione aminoacidica che legandosi ai recettori delle sulfoniluree stimola la secrezione insulinica soprattutto in corrispondenza del pasto.

Lo studio inglese UKPDS dimostra che nel diabete tipo 2 mantenere le glicemie più basse riduce il rischio di complicanze croniche

1999

Immissione in commercio di due molecole (rosiglitazone e pioglitazone) appartenenti alla classe dei tiazoledinendioni, farmaci con attività insulino-sensibilizzante.

2000

L’American Diabetes Association (ADA), in vista dei significativi miglioramenti delle tecniche di trapianto, inserisce il trapianto di pancreas tra i trattamenti raccomandati nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 ai fini del raggiungimento di normali valori di emoglobina glicosilata

2000

Viene sperimentata per la prima volta in ambiente non ospedaliero la terapia con pancreas artificiale, in uno studio coordinato dal professor Renard e dal suo team dell'Università di Montpellier

2005

Immissione in commercio di exanatide, primo farmaco appartenente alla nuova classe di analoghi del GLP1un’ormone gastrointestinale che stimola la secrezione insulinica ed inibisce la secrezione di glucagone. La classe si arricchirà successivamente di altre molecole quali liraglutide, lixisenatide, exenatide long-acting e altre in fase di lancio (es. dulaglutide, albiglutide)

2006

Immissione in commercio di sitagliptin, prima molecola della nuova classe degli inibitori della dipeptidil peptidasi (DPP-4) l’enzima che degradando GLP-1 lo rende incapace di stimolare la secrezione insulinica e inibire il glucagone. Al sitagliptin si affiancheranno negli anni successivi vildagliptin, saxagliptin, linagliptin e alogliptin.

2008

Viene introdotto il concetto di “target terapeutici personalizzati” nella terapia dell’iperglicemia a seguito della pubblicazione dei risultati degli studi ADVANCE, ACCORD e VADT che mostrano assenza di benefici cardiovascolari della terapia ipoglicemizzante molto intensiva in alcune categorie di pazienti con diabete tipo 2 nei quali comunque era confermato il beneficio sulle complicanze renali, retiniche e neurologiche.

2013

Vengono pubblicati i risultati del primo studio condotto su pazienti con diabete di tipo 1 in cui è stato testato un pancreas artificiale miniaturizzato

2014

Immissione in commercio di dapagliflozin, primo di una una nuova classe di farmaci per la terapia del diabete, gli inibitori del SGLT-2 che abbassano la glicemia aumentando l’eliminazione urinaria di glucosio. Altre molecole della classe lanciate successivamente sono canagliflozin ed empaglifloz

2014

Primo biosimilare dell’insulina

 

2014

Introdotto il primo strumento di Monitoraggio Flash del Glucosio, un sistema innovativo che consente la lettura della glicemia senza la necessità di pungere le dita

 

2015

Vengono pubblicati i risultati dello studio EMPAREG che dimostrano un enorme beneficio sulla mortalità totale e cardiovascolare di empagliflozin, farmaco appartenente alla classe degli SGLT2

 

2016

I risultati dello studio LEADER dimostrano che Liraglutide, agonista del recettore GLP-1, somministrata in aggiunta alla terapia standard, riduce in maniera statisticamente significativa rispetto a placebo l’incidenza complessiva di eventi cardiovascolari maggiori e della mortalità, sia totale che cardiovascolare.

 

2017

Approvato il primo sensore impiantabile per il monitoraggio continuo della glicemia

 

2017

Viene pubblicato lo studio CANVAS che dimostra che i benefici cardiovascolari e renali della terapia con Canagliflozin e suggerisce la possibilità di un effetto di classe dei farmaci SGLT2 inibitori nella prevenzione cardiovascolare

 

2017

I risultati dello studio SUSTAIN dimostrano benefici cardiovascolari per un altro farmaco della classe dei GLP1 agonisti, la semaglutide


martedì 1 dicembre 2020

DA DISNEY e LILLY DIABETE: COCO TORNA A SCUOLA

 

COCO TORNA A SCUOLA

DA DISNEY e LILLY DIABETE

Ho composto questo video con le immagini estratte da un file DBF pubblicato in internet da “DEEBEE.IT” al seguente indirizzo: https://www.deebee.it/wp-content/uploads/2015/12/Coco-torna-a-scuola.pdf

Si tratta di immagini contenute in un libro - fumetto del 2014 nato dalla collaborazione fra Disney e la Società Lilly Diabete americana destinato ai bambini con diabete T1 e alle famiglie. Dalla collaborazione sono nate altre pubblicazioni destinate ai bambini di varie età. Uno di questi fumetti è stato pubblicato con il titolo “COCO TORNA A SCUOLA”.

 Coco, una scimmietta vivace affetta da diabete di tipo 1 che a Scuola spiega ai suoi compagni alcune nozioni sul diabete Tipo 1. Un messaggio rivolto espressamente ai bambini – non solo quelli diabetici - per favorire nella loro crescita uno stile di vita corretto per allontanare o prevenire le future malattie legate a obesità e sedentarietà.

PAGINA FB: https://fb.watch/2629B-AU_n/

YouTube:    https://youtu.be/bRMkK5Uv5sI

Pino Schiesari

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LE PAGINE DEL FILE ORIGINALE IN DBF















sabato 28 novembre 2020

PREVENZIONE MISURARE LA "GLICATA" IN FARMACIA

 PREVENZIONE IN FARMACIA

Tutti i hanno il Medico di Famiglia come hanno una propria farmacia di fiducia dove sono soliti recarsi; da alcuni anni le farmacie sono abilitate ad erogare nuovi servizi per i cittadini; fra questi le analisi dell’emoglobina glicata e del profilo lipidico.

Per queste analisi viene utilizzato “Cobas b 101”, piccolo apparecchio prodotto dalla Roche e serve solo una goccia di sangue prelevata dal polpastrello di un dito, non occorre essere a digiuno. Il risultato è quasi immediato. Il costo della “glicata” non supera 10 euro ed è di poco superiore al costo nei Laboratori Analisi dell’ULSS. Non serve prescrizione medica e non serve prenotazione.

Molte Farmacie ormai ne sono dotate e sarebbe opportuno lo fossero anche i Medici di Famiglia. I Medici di Famiglia dovrebbero comunque essere lo strumento principale di prevenzione e di cura del diabete, stante il continuo aumento degli ammalati e la diminuzione dei medici e personale specialistico.

In ogni caso, la moltiplicazione dei punti di screening, favorirebbe diagnosi precoci di diabete a quelle persone ignare ed a rischio, con un beneficio anche per i costi del Sistema Sanitario che eviterebbe cure e spedalizzazioni di complicanze che compaiono in diabetici non seguiti o ignari. 

Acqua fresca se questo post non raggiunge molte persone, purtroppo Facebook ed i media privilegiano immagini e notizie di altro genere. Sono tutte le Istituzioni Pubbliche che dovrebbero fare propri alcuni principi di prevenzione delle malattie croniche. Noi volontari della Sanità ce la mettiamo tutta anche in questo periodo di pandemia da “Coronavirus”.

SEGUE IL VIDEO NELLA PAGINA FB 

ASSODIABETICI POLESINE


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lunedì 23 novembre 2020

DIABETE: SI PUÒ FARE DI PIÙ E MEGLIO

 TELEMEDICINA AL CENTRO ANTIDIABETICO DI ROVIGO

E UN VIDEO DEL PROF. ENZO BONORA DELL’UNIVERSITA’ DI VERONA

CON LE SCUSE PER QUELLO CHE NON SI È POTUTO FARE

LA SITUAZIONE IN ITALIA È MIGLIORE DEGLI ALTRI PAESI DELL’EUROPA OCCIDENTALE

MA, SI PUO’ FARE DI PIU’ E MEGLIO

Post a cura di Pino Schiesari

(Cliccare sull’immagine per guardare ed ascoltare)


https://www.facebook.com/enzobonoracontroildiabete/videos/810441986403649/

Conosciamo i problemi e le difficoltà, specialmente ciò che è strettamente collegato a questo momento che si chiama “pandemia da coronavirus”, molte limitazione derivano dalle regole che si prefiggono di limitare al massimo i contatti per evitare i contagi e ci sono regole di carattere burocratico superabili con il buon senso, applicando principi superiori.  Da oltre 100 anni il telefono consente il rapporto a distanza e nell’anno 2020 quasi tutti sono dotati di un cellulare o smartphone. Sono ormai 50 anni che esiste la rete di Internet. Ora, attraverso questa rete, è possibile lo scambio di informazioni alla velocità della luce.

IL CONTENUTO DEL VIDEO

“Vi chiedo scusa a nome dei colleghi per quello che non riusciamo a fare. Però qualcosa di utile riusciamo a farlo. Avanti insieme contro il Bastardo”

La frase fra virgolette è scritta dal Prof. Enzo Bonora che presenta il suo video pubblicato una settimana fa, il 14 Novembre, in occasione della “GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE”; definizione che non gli è mai piaciuta (lo ha detto anche in altre occasioni) perché, secondo Lui, è la “GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE CON DIABETE”.

Sono le persone con diabete che vanno celebrate in questa “Giornata”, ricordando la loro battaglia quotidiana, i loro sacrifici, i loro timori, le paure e tutto quello che fanno ogni giorno.

Segue un lungo elenco di scuse a nome Suo ed anche a nome dei colleghi dei Centri di Diabetologia, che pur non avendogli dato il mandato sicuramente sono d’accordo. Scuse per tutto ciò che i diabetologi non riescono a fare. Non per loro colpa: sono necessari più medici e più infermieri.

Tuttavia, afferma Bonora, “qualcosa siamo riusciti a fare, dimostrato dal fatto che in Italia il valore medio dell’emoglobina glicata è del 7,3%, mentre nel resto dei Paesi d’Europa è dell’8%. In Italia l’incidenza di certe complicanze è più bassa di altri Paesi dell’Europa Occidentale. In Italia la mortalità delle persone con diabete è più bassa. Chi viene nei Centri di Diabetologia ha una mortalità ridotta del 20% rispetto a chi non viene mai nei Centri di Diabetologia. Quindi i Centri contano e qualche cosa sono riusciti a fare e c’è qualcosa che lo documenta: è scritto nei testi scientifici, che tutti possono controllare. È una verità, non è autoreferenza. È verificabile.

Ma si può fare molto meglio.

Ed è questa la ragione di questo Suo monologo di scuse anche a nome dei colleghi e di chi è preposto all’assistenza. Il video, indirizzato agli ammalati, che in migliaia seguono la sua pagina, coinvolge l’intero sistema della Diabetologia Italiana che può fare di più, perché, conclude rivolto agli ammalati:

VOI LO MERITATE!

*

ECCO CHE ARRIVA UN ESEMPIO DI SOLUZIONE 

DA PARTE DEL CENTRO ANTIDIABETICO DI ROVIGO

(COMUNICAZIONE DEL DR. FRANCESCO MOLLO DEL 13/11/2020)

Aggiornamento sulle Iniziative di "telemedicina"

1) da una settimana circa il 40-50% dei Pazienti in appuntamento ambulatoriale nei giorni successivi vengono chiamati a casa per un controllo in remoto, produzione di un referto firmato memorizzato nella cartella clinica aziendale ed inviato via mail al paziente stesso (quando possibile) ed al Suo Medico di base. Stessa cosa si fa per ev. piani terapeutici rinnovati ed impegnative. 

La selezione dei candidabili al controllo da remoto viene fatta dal Diabetologo in base alla terapia in corso, agli esami presenti ed al quadro clinico deducibile dalla storia della sua cartella clinica. Se necessario si programma un accesso diretto al Centro Diabetologico.

L'iniziativa pare molto apprezzata da i pazienti e dal Medico di medicina generale

 2) sono attive delle piattaforme per il telemonitoraggio a distanza del profilo glicemico domiciliare di chi è portatore di sensori per il monitoraggio continuo della glicemia e di microinfusori.

3) Dal 24 novembre vorremmo far partire un appuntamento settimanale di teleconsulto in orario predefinito con i Medici di medicina generale attraverso la piattaforma google meet ad accesso libero per audit clinico, discussione di percorsi clinico terapeutici, condivisione di documenti/immagini/studi clinici.

Queste misure da un lato hanno la finalità di ridurre gli accessi "a rischio" in Ospedale durante la pandemia dall'altro di aprire un canale di comunicazione nuovo con il Territorio e con I medici di Medicina generale per favorire la condivisione dell'assistenza al Paziente diabetico.

(COMUNICAZIONE DEL DR. FRANCESCO MOLLO DEL 13/11/2020)