venerdì 16 aprile 2021

DELTA RADIO SOLIDALE CON I DIABETICI DEL POLESINE

 

DELTA RADIO SOLIDALE 

CON I DIABETICI DEL POLESINE

Grazie, Delta Radio. Non solo musica e pubblicità, anche servizio alla comunità con interviste su temi sociali e di pubblica utilità, come nell’esempio dell’intervista ad Antonio Belloni, nuovo Presidente dell'Associazione diabetici di Rovigo o.d.v.  L'Associazione ha Sede a Rovigo presso il Centro Antidiabetico (Ospedale di Rovigo) ed è una associazione provinciale dei diabetici del Polesine. È associata a FAND - Associazione Italiana Diabetici. È iscritta nel registro regionale previsto dalla Legge sul Terzo Settore.

La sua missione principale è l’informazione e l’educazione, affiancata a medici e gli altri operatori sanitari. per prevenire la diffusione del diabete, una malattia cronica dalla quale non si guarisce, già ora una vera e propria pandemia, che può provocare gravi conseguenze se trascurata.


Intensa è stata la sua attività in questi ultimi anni, non solo nei confronti degli iscritti, soprattutto nei riguardi dell’intera popolazione, con l’organizzazione di convegni e conferenze su temi specifici. 

Un esempio

 

Il rinnovato Direttivo è ora è impegnato ad aiutare il Centro Antidiabetico di Rovigo nell’organizzazione del servizio di vaccinazione anti-covid19 per le persone con diabete e persone fragili.

 


Vaccinazione anti Covid-19: 
per i diabetici priorità assoluta

L’Associazione Diabetici di Rovigo ha ritenuto opportuno offrire la propria collaborazione all’ULSS 5 Polesana per seguire la prima fase di contatto con i singoli pazienti per avviarli a vaccinazione


La funzione dell’associazione, del dopo pandemia da coronavirus, sarà quella di impegnarsi a svolgere nel territorio educazione ed opera di sensibilizzazione di Associazioni locali e Amministrazioni pubbliche al fine di contrastare quella moltiplicazione annunciata, con numeri che dimostrano l’insufficiente azione di prevenzione finora svolta e, quindi, necessarie scelte politiche di maggiori risorse pubbliche che consentano una maggiore azione alle stesse Istituzioni Sanitarie e necessario coinvolgimento degli Enti Pubblici Locali. Come già avviene per altre malattie mortali, la TV, Radio ed altri media dovrebbero dedicare maggiore spazio al fine di far crescere nella popolazione il grado di consapevolezza della pericolosità del diabete. 


TUTTE LE ETA' DEL DIABETE

I SITI NELLA RETE DI ASSODIABETICI POLESINE





Le frequenze e Territorio di “Delta Radio”:


ROVIGO (FM 100.700) – FERRARA (FM 93.000) - Bassa Padovana, Alto Polesine, Prov. Ferrara (FM 93.200) – Chioggia, Sottomarina, Rosolina (FM 96.850) - Adria, Cavarzere, Papozze (FM 104.600) – Corbola, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po, Ariano Polesine, Codigoro, Mesola, Goro (FM 103.600) - Porto Tolle, Lidi Ferraresi (FM 104.600)


venerdì 2 aprile 2021

IL WEB STRUMENTO UTILE PER LA PREVENZIONE ANTI DIABETICA

 IL WEB STRUMENTO UTILE PER LA PREVENZIONE

ANTI-DIABETICA

Il sito web DIABETEROVIGO.IT è il “capofila del NetWork che affianca l’Associazione Diabetici di Rovigo OdV nell’attività di prevenzione, educazione ed informazione. L’ Organizzazione di Volontariato è costituita a norma di legge ed è regolarmente iscritta nei Registri previsti dalla normativa. L’attività in rete (Internet), attraverso i c.d. “social”, costituisce uno strumento essenziale per informare quante più persone possibili attraverso i gruppi FB, Youtube, Google, ecc. Dal sito capofila DIABETEROVIGO.IT si può accedere agli altri siti, che ovviamente sono apribili separatamente: • BOLG GOOGLE …… : https://assodiabeticipolesine.blogspot.com/ • PLAYLIST YOUTUBE: https://www.youtube.com/playlist?list=PLLhKS2EzXYzfg6StzN16_xQyG2xO1oPn0 • PAGINA FB : https://www.facebook.com/assodiabeticipolesine/ • GRUPPO FB : https://www.facebook.com/groups/diabetepolesine/ Di volta in volta post importanti con contenuti informativi di prevenzione vengono ospitati in gruppi e pagine FB della Provincia di Rovigo. Il sito web DIABETEROVIGO.IT: https://www.diabeterovigo.it/
Pino Schiesari

clicca sull'immagine o sul link per aprire il sito:



mercoledì 31 marzo 2021

PORTALE VENETO VACCINI ANTI COVID 19

 DA OGGI 1° APRILE 

PORTALE UNICO REGIONE VENETO PER PRENOTARE LA VACCINAZIONE ANTI-COVID

La prenotazione in questa fase è riservata ai fragili e disabili e alle persone sopra i 70 anni di età, ovvero nate fino all'anno 1951. Così è scritto, ma alla prova nel primo giorno è stato accertato che il portale funziona solo in base all'età. 

Il punto vaccinale dell'Ospedale di Rovigo continuerà a funzionare come quando istituito e preparerà liste di prenotazione in modo autonomo rispetto al "portale". Per quanto riguarda le persone con diabete è stato chiarito che in questa fase saranno accettate prenotazioni di tutti gli ammalati di Tipo 1 e degli ammalati di Tipo 2 con complicanze e che siano in cura con 2 farmaci per diabete.

Le persone che ritengono di rientrare nella categoria delle persone definite "fragili" e "disabili" che dovessero essere rifiutate dal portale oppure non chiamate dal punto vaccinale dell'Ospedale devono rivolgersi al proprio medico di famiglia che accerterà il possesso dei requisiti.

In questa fase, purtroppo, la campagna di vaccinazione è condizionata dalla disponibilità temporale delle dosi di vaccino, situazione che si auspica cessi quanto prima. 

L'ULSS5 ha meglio precisato come devono comportarsi le persone "fragili" e "vurnerabili" se il loro codice fiscale non viene accettato. 



Prima di cliccare sull'immagine o sul link leggi le istruzioni.

ISTRUZIONI 


Come si prenotano i vaccini anti covid in Veneto: il nuovo sito della Regione

È stato presentato IL 29/3 dal governatore Zaia. È sufficiente inserire il codice fiscale e verificare la disponibilità per la propria fascia d'età. Per ora è valido per over 80 e persone deboli.

L'ULSS5 ha meglio precisato come devono comportarsi le persone "fragili" e "vurnerabili" se il loro codice fiscale non viene accettato.  

LINK DEL PORTALE ULSS 5 POLESANA

http://www.aulss5.veneto.it/nqcontent.cfm?a_id=58551

VIDEO CON ISTRUZIONI

https://www.facebook.com/saluteaulss5/videos/1455490358134932

 

È operativo per tutto il Veneto da oggi giovedì 1 aprile.


Da Palazzo Balbi hanno puntato sulla semplicità, ecco perché non occorrerà inserire nome e cognome, sarà sufficiente inserire il proprio codice fiscale.

Si tratta di un meccanismo piuttosto rapido, fruibile da pc così come da smartphone, fatto di pochi passaggi essenziali. «Il sistema - ha spiegato il governatore - riconosce così, tramite il codice fiscale, le persone o per classe d'età o per appartenenza alle categorie fragili o disabili ed aprirà quindi una pagina con le possibili sedi vaccinali».

L'utente, per prenotare la propria sessione vaccinale, quindi, dovrà.

  • accedere al portale unico (si può trovare il link di riferimento anche nel sito web della propria azienda sanitaria)
  • scegliere giorno e slot orario disponibile
  • confermare
Sarà possibile prenotare il proprio slot via pc o smartphone, e nel caso di difficoltà, le persone anziane potranno anche rivolgersi alle farmacie. Se ci fossero problemi per la prenotazione via internet, sarà attivo anche un call center dedicato con un numero unico.

PER SCARICARE LA MODULISTICA 

DA LEGGERE E COMPLETARE CLICCARE:

 

SCHEDA ANAMNESTICA

 

INFORMATIVA

 

CONSENSO


LE FOTO IMMAGINI  DELLE ISTRUZIONI CONTENUTE NEL VIDEO



:










martedì 30 marzo 2021

CONSENSO VACCINAZIONE ANTI-COVID 19

 CONSENSO VACCINAZIONE ANTI-COVID 19

CLICCA SUL LINK PER SCARICARE IL MODULO (pdf)


Le persone con diabete invitate alla vaccinazione presso l'Ospedale di Rovigo per evitare di dover compilare il modulo nel momento della vaccinazione possono scaricare dal sito sopra indicato il modello e compilarlo comodamente a casa.

RIPRODUCIAMO IL MODULO MEDIANTE IMMAGINI













venerdì 5 marzo 2021

GLICEMIA & INSULINA - COSA SAPERE

 DUE VIDEO DEL DOTT. ANDREA BIASCI  PROJECT INVICTUS

Come mantenere la glicemia stabile (ed abbassarla)

Nel video apprenderemo dalla viva voce del docente quali sono le linee guida a livello nutrizionale per un ottimo controllo glicemico e quali sono i punti da rispettare per smorzare i picchi glicemici e non far alzare troppo l’insulina, una delle cause per cui spesso il nostro pancreas perde la sua capacità di produrla in quantità sufficiente, oppure le nostre cellule diventano insensibili all’azione della stessa insulina. Il Dottor Biasci è stato professore presso l’Università Statale di Milano, ci consiglia di “mangiare meno e muoversi di più”, proprio come prescrivono i diabetologi e dietisti dei Centri Antidiabetici.

CLICCA SULL'IMMAGINE


Insulina: cosa sapere a riguardo

Una bella lezione del dottor Andrea Biasci sulle tantissime funzioni dell’insulina nel nostro corpo. Sappiamo che l’insulina è prodotta dal pancreas e che la sua funzione principale è di far entrare gli zuccheri, fonte di energia, nelle cellule; ma ha tante altre funzioni. Una lezione che chiarisce i motivi per cui nel nostro corpo ad un certo momento della nostra vita interviene la c.d. “resistenza insulinica”, anticamera del diabete tipo 2.

L’argomento non è di semplice comprensione e richiede molta attenzione. Per rendere più chiari i concetti ho trascritto in testo la parte principale del video, ma chiedo scusa se non ho messo tutta la punteggiatura al punto giusto.

Potete leggere o scaricare la trascrizione in Drive di Google:

https://drive.google.com/file/d/1b0OmGwmfsOjeseCWvXfH590Escgt-rO6/view?usp=sharing

Indipendentemente da ciò e poiché tutti salmi finiscono in gloria, il messaggio che dobbiamo recepire è questo: “mangiare meno e muoversi di più”. L’alimentazione deve essere equilibrata con carboidrati, proteine e grassi nelle giuste proporzioni sia qualitative che quantitative. Aiuta molto anche il movimento fisico che serve non solo a bruciare calorie, soprattutto a tenere attive le funzioni della nostra muscolatura, come spiegato.

Siamo noi stessi che per primi ci accorgiamo dei problemi. Il giro vita, la cinghia dei pantaloni. Sembra banale l’esempio dell’amico immaginario Carlo, ma a molti di noi è accaduto.

CLICCA SULL'IMMAGINE       




domenica 21 febbraio 2021

PILLOLE CONTRO L'INERZIA MOTORIA - DA DIABETE ITALIA ONLUS

 PILLOLE CONTRO L'INERZIA MOTORIA  

DA DIABETE ITALIA ONLUS

Quante volte abbiamo affermato che da domani si sarebbe iniziato a fare esercizio fisico e poi non è accaduto. Per vincere l’inerzia e rendere l’attività motoria una sana abitudine il progetto “PILLOLE CONTRO L’INERZIA MOTORIA” promosso Diabete Italia Onlus in collaborazione con ANIAD e Cities Changing Diabetes® e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk.

I singoli video sono in YouTube. Cliccando la prima immagini si accede all'intera playlist. Di seguito, però, si possono seguire le singole lezioni.

PER SEGUIRE LE LEZIONI DEVI CLICCARE SULLE IMMAGINI












lunedì 15 febbraio 2021

RINGIOVINAMENTO DEL DUODENO E GUARIGIONE DAL DIABETE?

 È vero che si sconfigge il diabete con un piccolo intervento al duodeno?

Pubblichiamo il video di risposta al quesito del Prof. Enzo Bonora che contesta e chiarisce che si tratta di una errata lettura e titolo di notizie date frettolosamente dalla stampa.

https://www.facebook.com/enzobonoracontroildiabete/videos/794793291440519/

cliccare sull'immagine per guardare il video

Un articolo pubblicato il giorno 15 febbraio che sintetizza per punti il pensiero del diabetologo

https://www.ladyblitz.it/salute/diabete-guarisce-intervento-cosa-dice-diabetologo-1708320/

Nelle ultime settimane ha fatto molto scalpore la notizia secondo cui sarebbe possibile far regredire o addirittura sconfiggere il diabete con un piccolo intervento semi invasivo al duodeno. Ma le cose stanno davvero così? Cerchiamo di capire qualcosa su questa che sembra una incredibile notizia, facendo riferimento a cosa dice il professor Enzo Bonora, ordinario di endocrinologia dell’Università di Verona e direttore del reparto di endocrinologia, diabetologia e malattie del metabolismo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

Sulla sua pagina Facebook, il professore è solito fare chiarezza su molte questioni legate al diabete. Nelle scorse ore, ha pubblicato un video in cui spiega cosa c’è di vero e cosa no in merito alla notizia secondo cui un mini intervento sarebbe in grado di far guarire dal diabete.

Ringiovanimento del duodeno e cura del diabete, cosa c’è di vero

Innanzitutto, il professore scrive come titolo del video: “Ringiovanimento del duodeno e guarigione dal diabete. Magari fosse davvero così. Attenzione ai titoli. Spesso sono fuorvianti. A volte sono ingannevoli”.

Nel video, poi, Enzo Bonora fa chiarezza sulla questione. “Guarigione dal diabete con il ringiovanimento del duodeno. I titoli dei giornali, a volte, non la raccontano esattamente come poi c’è scritto nell’articolo che sta sotto a quel titolo. E a volte l’articolo, che è scritto magari da un non tecnico, trascura alcuni aspetti fondamentali che possono invece essere trovati nell’articolo scientifico pubblicato, ammesso che questo ci sia.

Perché a volte si tratta di dati preliminari che vengono comunicati alla stampa prima che l’articolo sia pubblicato e, a volte, quell’articolo non sarà nemmeno mai pubblicato perché poi emergono problemi”.

Detto questo, il professore spiega:

“Mi sono andato a riguardare questa cosa, che in realtà non è una novità. Sono anni che qualcuno fa questo tipo di intervento. Di cosa si tratta? Con una manovra di carattere endoscopico, come quella che si fa durante una gastroscopia, si va a guardare con un tubo endoscopico il duodeno, Nella prima porzione del duodeno viene fatta una termoablazione per una decina di centimetri. Questo comporta un sovvertimento anatomico quantomeno temporaneo di quella porzione del duodeno e un cambiamento di quella che è la capacità delle cellule di quella porzione di duodeno di produrre certi ormoni, le incretine.

Le incretine sono in grado di regolare la funzione delle cellule che producono insulina da parte del pancreas, delle cellule che producono il glucagone da parte delle isole del pancreas e regolano anche funzioni a distanza a livello ad esempio delle centraline che in alcune zone del cervello sovrintendono le funzioni metaboliche”.

Perché i titoli non sono esatti

Quindi, il professore precisa: “Il termine esatto, quindi, non è nemmeno ringiovanimento del duodeno. In inglese infatti si chiama “modificare la superficie del duodeno”. In realtà c’è una logica in questo intervento perché è stato dimostrato quanto importanti sono le incretine nel determinare effetti favorevoli dal punto di vista metabolico. Non è un caso se esistono incretine iniettabili anche una sola volta a settimana, che vengono utilizzate per la terapia del diabete”.

“Per inciso -continua il professore- in alcuni di questi studi, dopo aver fatto la tecnica di termoablazione a livello della mucosa duodenale si fa terapia proprio con le iniezioni settimanali di incretine. Inoltre, i pazienti vengono sottoposti a un trattamento dietetico.

Quindi sono 3 cose insieme: la termoablazione, il trattamento con farmaco, il trattamento con modifica di alimentazione. Per cui è qualcosa che va oltre al semplice “ringiovanimento” della parete duodenale per ottenere risultati”.

E quali risultati si ottengono?

“Non come dice qualche titolo in maniera roboante, la guarigione del diabete. Ma il miglioramento dei livelli di glicemia e di emoglobina glicata. Un miglioramento che non è nemmeno spettacolare, nel senso che la riduzione dell’emoglobina glicata è di circa l’1%, tanto quanto fanno molti farmaci. O come fa anche un cambiamento di stile di vita. Anzi, quando ad una alimentazione corretta (partendo da una alimentazione scorretta) si associa anche dell’esercizio fisico, si è in grado di ridurre l’emoglobina glicata ben più dell’1%”.

Attenzione quindi ai titoli fuorvianti che promettono la guarigione dal diabete

“Si tratta di titoli fuorvianti perché con questo intervento non vi è la guarigione dal diabete ma un miglioramento. La guarigione -spiega il professore- è un’altra cosa: qualcosa che porta alla possibilità di non fare più nulla, nemmeno seguire una dieta, essedo perfettamente normali. E questa cosa, nel diabete di tipo 2, non esiste. Non c’è. C’è sempre bisogno di un trattamento, che sia con dieta o con farmaci. Da questi titoli fuorvianti bisogna stare molto attenti. Bisogna leggere l’articolo e andare a cercare le fonti. Capisco che per un non tecnico questo sia difficile, ma è importante”.

I titoli ingannevoli, ancora più pericolosi

Il professore, infine, invita a stare molto attenti ai titoli ingannevoli: “State soprattutto attenti a quei titoli che non sono solo illusori ma anche ingannevoli. Nel senso che la persona viene ingannata perché portata a pensare che quella certa cosa, che spesso è un prodotto venduto -in genere solo online- possa determinare grandi benefici se non una guarigione. State attenti perché nel campo del diabete -ma anche nelle malattie metaboliche o in quelle cardiovascolari, ma in particolare nel diabete perché ci sono milioni di persone in Italia con questa malattia- vengono fatte delle pubblicità su prodotti senza alcun fondamento scientifico che sono venduti online, dichiarando che sono in grado di fare cose che non fanno.

Se quelle certe cose -sottolinea il professore- producessero davvero quei risultati formidabili, voi dovete essere sicuri che il nostro sistema sanitario le garantirebbe alle persone per poter avere le cure migliori”.

Infine, il professore spiega: “Quindi attenzione ai titoli, attenzione a non essere ingannati, fate riferimento sempre e solo a chi vi cura”.


giovedì 28 gennaio 2021

DIABETE TIPO 1 - PANCREAS ARTIFICIALE - L'OBIETTIVO E' PIU' VICINO

 

DIABETE TIPO 1 - PANCREAS ARTIFICIALE
da Diabete.com

 

https://www.diabete.com/6-domande-sul-pancreas-artificiale/



https://www.diabete.com/pancreas-artificiale-grazie-alla-bioingegneria-biorobotica/




6 domande sul Pancreas Artificiale



Il progetto FORGET DIABETES (“Dimentica il diabete”) – coordinato dal prof. Claudio Cobelli, professore emerito di Bioingegneria all’Università di Padova – punta sulla bioingegneria e biorobotica per la creazione di un pancreas artificiale impiantabile.

Con la consulenza del prof. Claudio Cobelli**, Professore Emerito di Bioingegneria dell’Università di Padova

Leggere anche l’articolo nel link: https://www.diabete.com/pancreas-artificiale-grazie-alla-bioingegneria-biorobotica/

Pancreas artificiale: che cos’è? Quali sono i suoi componenti? Come funziona? La sua funzione è sovrapponibile a quella fisiologica delle cellule beta delle isole di Langherans del pancreas? Esistono diversi tipi di pancreas artificiale? Quali sono i limiti attuali del pancreas artificiale?

A queste domande risponde di seguito il Prof Claudio Cobelli, che sta lavorando al progetto Forget Diabetes (“Dimentica il diabete”) di cui parliamo in un altro articolo (link più sopra).

1. Pancreas artificiale: che cosa s’intende?

Il pancreas artificiale – definito in termini tecnici: sistema di controllo della glicemia ad ansa chiusa “closed-loop system” – è un sistema integrato in continua evoluzione che ha l’obiettivo di sostituire la funzione endocrina del pancreas, che è compromessa nei pazienti con diabete, in particolare nei soggetti con diabete tipo 1. Il pancreas artificiale è un complesso di una pompa per l’infusione sottocutanea “automatica” di insulina sulla base della concentrazione di glucosio del momento, misurata in continuo da un sensore nel fluido interstiziale (non esistono in commercio sistemi ad infusione e.v.).

2. Quali sono i componenti base del pancreas artificiale?

Il sistema è composto da tre elementi principali, connessi in modalità wireless:

un sensore sottocutaneo per la lettura in continuo del glucosio;

un microinfusore per la somministrazione di insulina;

un algoritmo di controllo che può essere integrato con il microinfusore o essere associato a un’unità separata, per esempio un telefono. L’algoritmo è l’elemento chiave per il funzionamento del pancreas artificiale in quanto determina la quantità di insulina da infondere sottocute in un paziente sulla base del valore di glucosio registrato dal sensore nel fluido interstiziale. Nel tempo sono stati proposti diversi algoritmi ma sono due ad essere comunemente usati: il PID (Proportional-Integral-Derivative) e l’MPC (Model Predictive of Control).

La maggior parte degli algoritmi di controllo contiene moduli di sicurezza finalizzati ad evitare un’infusione eccessiva di insulina.

 3. La funzione del pancreas artificiale è sovrapponibile a quella delle cellule beta delle isole pancreatiche?

Allo stato attuale, la performance del pancreas artificiale è inferiore a quella delle cellule beta pancreatiche; questo perché l’insulina iniettata sottocute dal microinfusore agisce in ritardo rispetto all’insulina rilasciata fisiologicamente nel circolo portale (vena porta) che passa direttamente per il fegato, cosa che non avviene con l’insulina somministrata sottocute. Nella differente prestazione entrano in gioco anche limiti correlati all’efficienza del sensore che rileva la concentrazione di glucosio nel fluido interstiziale e non direttamente nel sangue arterioso (vedi figura).

4. Il Pancreas artificiale come funziona?

Il pancreas artificiale migliora la vita dei pazienti con diabete tipo 1 che non sono più costretti a controllare manualmente il livello di glicemia nel sangue più di 10 volte al giorno.

L’uso di un sistema ad ansa chiusa (closed-loop) consente alla persona con diabete tipo 1 di delegare al sistema lo sgradito compito di iniettarsi insulina ogni giorno; è il pancreas artificiale che lo fa, regolando in autonomia il livello di zuccheri nel sangue, ovvero abbassandoli quando il sensore li rileva troppo alti (picchi di iperglicemia) e non facendoli scendere ulteriormente se tendono ad abbassarsi troppo (picchi di ipoglicemia). In definitiva, consente di ottenere un miglior controllo della glicemia e un time in range superiore (si stima un aumento di circa due ore e mezza ogni giorno di glicemia in un range normale in confronto agli altri trattamenti) obiettivo da considerarsi rilevante per ridurre il rischio di complicanze diabetiche croniche e per evitare i temuti episodi di ipoglicemia.

5. Esistono diversi tipi di pancreas artificiale?

Ad oggi, esistono due sistemi principali di Automated-Insulin Delivery (AID) Systems o closed-loop (o “catena chiusa”), il più diffuso definito “hybrid closed-loop” e quello definito “full closed-loop”.

Il sistema ibrido consente di controllare in modo automatico l’infusione sottocutanea di insulina basale ma richiede l’intervento manuale al momento del pasto: il paziente deve inserire nel sistema informazioni sull’introito di carboidrati del singolo pasto (calcolo dei carboidrati o conta CHO) e confermare le unità di bolo di insulina calcolate dal sistema. I sistemi ibridi attualmente in uso mostrano la massima efficacia lungo il digiuno notturno, garantendo circa l’80% del tempo del glucosio tra i 70 e i 180 mg/dl (Time In Range, TIR), superando di oltre 10 punti in percentuale i primi sistemi integrati microinfusore-sensore (Sensor Augmented Pump, SAP).

I sistemi ibridi closed-loop attualmente in commercio sono mono-ormonali ovvero infondono in via sottocutanea solo insulina ma già dal 2014 si stanno sperimentando con ottime prospettive sistemi bi-ormonali closed-loop che utilizzano due ormoni: insulina e glucagone. Gli studi in corso hanno confermato l’efficacia di questi sistemi e la superiorità sia rispetto alla terapia con microinfusore che con sistema ibrido mono-ormonale (insulina s.c.) in particolare nel prevenire episodi di ipoglicemia in corso o dopo attività fisica o boli prandiali,

Il pancreas artificiale completo è totalmente automatico, non richiede quindi interventi da parte del paziente ma compensa in modo automatico gli effetti di ogni pasto (e di ogni altro fattore condizionante: attività fisica, stress, ciclo mestruale etc) in relazione all’impatto che esso determina sulla concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia). Al momento attuale, l’infusione sottocutanea di insulina garantita dal microinfusore non è così rapida da poter garantire un buon controllo in tutte le situazioni. Proprio per questo vengono al momento utilizzati soprattutto modelli ibridi anche se la sperimentazione con quelli completi continua.

6. Quali sono i limiti attuali del Pancreas Artificiale?

I sistemi closed-loop attualmente disponibili mostrano ancora alcuni limiti tecnici che gli addetti ai lavori stanno cercando costantemente di migliorare. Facciamo alcuni esempi:

ritardo nell’assorbimento dell’insulina iniettata sottocute con conseguente ritardo dell’inizio dell’azione farmacologica rispetto alle necessità e limitazioni al controllo glicemico ai pasti e durante l’attività fisica;

complessità del sistema [in particolare per i sistemi bi-ormonali – ad oggi ancora sperimentali – che oltre all’insulina infondono anche glucagone;

scarsa accettazione nel tempo da parte del paziente con diabete che deve “indossare” più dispositivi, sostituire ogni giorno l’insulina e risolvere eventuali problemi tecnici, sia di connessione che meccanici. Al momento non ci sono studi sull’impatto psicologico dei nuovi sistemi;

necessità di intervento della persona con diabete per l’erogazione del bolo e stima della quantità dei carboidrati del pasto (sistemi ibridi).

Ci sono sicuramente ancora molti passi avanti da fare per realizzare un pancreas artificiale pienamente soddisfacente e disponibile su larga scala a costi sostenibili dal Sistema Sanitario ma ogni giorno possiamo considerarci più vicini all’obiettivo.

https://www.diabete.com/pancreas-artificiale-grazie-alla-bioingegneria-biorobotica/


Pancreas artificiale bionico impiantabile. Grazie alla bioingegneria e biorobotica, l’obiettivo sembra più vicino

25 Gennaio 2021

Con la consulenza del prof. Claudio Cobelli**, Università di Padova

 Il progetto FORGET DIABETES (“Dimentica il diabete”) – coordinato dal prof. Claudio Cobelli, professore emerito di Bioingegneria all’Università di Padova e che coinvolge 7 centri Europei – punta sulla bioingegneria e biorobotica per la creazione di un pancreas artificiale impiantabile. Patrocinato per 4 milioni di euro dalla Commissione Europea, all’interno del Programma di ricerca in bioingegneria Future & Emerging Technologies Proactive (FET Proactive)­ Horizon 2020, Forget Diabetes si svilupperà nei prossimi quattro anni (dal 1° ottobre 2020 a marzo 2025, 54 mesi). Saranno anni decisivi per arrivare all’utilizzo clinico – anche da parte dei bambini con diabete tipo 1 – di questo pancreas artificiale, un sensore miniaturizzato impiantato nel peritoneo e una pompa rivoluzionaria impiantata per l’infusione di insulina nel peritoneo. Un progetto particolarmente innovativo, ne abbiamo parlato direttamente con il prof. Cobelli, e continueremo ad aggiornarci periodicamente sulle novità di questo pancreas artificiale.

FORGET DIABETES: un progetto molto ambizioso a partire dal nome…

Si, è un progetto particolarmente innovativo che vuole dare speranza, speranza concreta a chi soffre di diabete di tipo 1, una malattia cronica ancora senza una cura definitiva: in Italia colpisce circa 300.000 persone di cui circa 18.000 bambini.

·          Chi soffre di diabete di tipo 1 dipende dall’insulina.

·          Ogni anno deve effettuare 3000 punture del dito per il controllo della glicemia e circa 1800 iniezioni di insulina.

·          Ad ogni pasto, deve calcolare la dose di insulina da iniettarsi sulla base della quantità di carboidrati (Calcolo di CHO) che verrà consumata.

La tecnologia  per il diabete (sensoripompe per insulina, modelli, algoritmi di controllo) ha fatto passi da gigante negli ultimi 10 anni  per migliorare la gestione quotidiana della malattia e la qualità di vita di chi ne soffre ma c’è ancora molto lavoro da fare.

 … così all’avanguardia da ricevere un finanziamento dalla Commissione Europea

Siamo molto onorati di aver ricevuto un cospicuo contributo  – 4 milioni di euro – per finanziare questo rivoluzionario progetto, il primo in assoluto nel suo genere, dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Future & Emerging Technologies Proactive (FET Proactive) – Horizon 2020. Tale programma si rivolge rivolto a  proposte di  tecnologie rivoluzionarie e all’avanguardia, sviluppate in un contesto multidisciplinare al fine di fare emergere un eco-sistema innovativo basato su un nuovo paradigma tecnologico, e devono essere ad alto rischio/alto rendimento (high risk/high gain). Una bella sfida per noi, e speriamo di vincerla!

 

Che cosa prevede nella pratica il Progetto?

FORGETDIABETES introduce un approccio al trattamento del diabete tipo 1 radicalmente nuovo, grazie alla realizzazione di un Pancreas Invisibile Bionico (BIP), totalmente impiantato ed autonomo, immuno-ottimizzato.

Il progetto FORGET DIABETES prevede la realizzazione di un sistema integrato “sensore per glicemia + pompa per infusione di insulina” che per le dimensioni altamente miniaturizzate potrà essere impiantato all’interno dell’addome.

 

Un approccio radicalmente nuovo al diabete tipo 1

È vero, FORGET DIABETES inaugura un approccio all’avanguardia, impensabile per anni, molto innovativo al trattamento del diabete tipo 1 (T1D), sviluppando un pancreas bionico “invisibile” dall’esterno [Bionic Invisible Pancreas (BIP)**], impiantabile nell’addome, totalmente automatico, ottimizzato dal punto di vista immunologico.

Il pancreas bionico impiantato nell’addome ha come obiettivo il rilascio dell’insulina nel peritoneo (e non sottocutaneo), consentendo un controllo glicemico più rapido e più vicino al controllo fisiologico. Il numero di pazienti con diabete tipo 1 (TD1) è in continuo aumento, le stime parlano di  63-94 milioni di persone nel 2045. I pazienti con T1D richiedono insulina esogena, il che si traduce in un numero esorbitante di iniezioni: 100.000-500.000 nella vita di ogni singolo paziente.
Il 
Bionic Invisible Pancreas (BIP) libererà i soggetti con T1D da questa schiavitù e dal relativo carico psicologico. Il BIP diventerà una condizione di vita come indossare un paio di lenti a contatto, consentendo ai pazienti con diabete tipo 1 di migliorare notevolmente la propria qualità di vita. Investendo in iniziative come il progetto  FORGET DIABETES, l’Europa sarà in prima linea nelle innovazioni tecnologiche per il trattamento del T1D.

 Verrà studiato l’impatto del sistema anche dal punto di vista psicologico?

Sì. Anche questo aspetto rafforza l’approccio innovativo di FORGET DIABETES. Nel progetto sono coinvolti psicologi ed esperti di scienze comportamentali che potranno valutare tutti i riflessi psicologici dell’uso di un pancreas bionico sia dal punto di vista del paziente che del diabetologo. Questo aspetto è stato valutato molto positivamente dalla Commissione. Sarà il primo studio a livello europeo a studiare in modo rigoroso anche questi aspetti.

 Un grande risultato per la ricerca di bioingegneria diabetologica

Decisamente. L’Università di Padova, in cui si svilupperà il progetto, è all’avanguardia in ambito mondiale. Nei prossimi 4 anni, i ricercatori padovani lavoreranno in stretta collaborazione con i colleghi dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per lo sviluppo di un pancreas artificiale completamente impiantabile per la cura del diabete tipo 1 (pancreas bionico).

Per lo sviluppo tecnologico del sistema, ho l’onore di coordinare un team interdisciplinare con i migliori esperti in micro-nano meccatronica, modellazione, ingegneria di controllo, biomateriali, endocrinologia, chirurgia e scienze comportamentali “assemblato” per sviluppare ciò che per decenni è stato considerato impossibile: un sistema integrato “sensore per glicemia + pompa per insulina” dalle dimensioni altamente miniaturizzate che ne consentono l’impianto all’interno dell’addome.”

 La valenza europea del progetto è confermata da altre collaborazioni eccellenti

Collaboriamo con Istituzioni di grande prestigio scientifico e biotecnologico: il Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino (DSDB) dell’Università di Padova e l’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa e WaveComm SME di Siena per gli sviluppi di bioingeneria; Lifecare, SME, Trondheim (Norvegia), per lo sviluppo del sensore glicemico miniaturizzato; il Centre Hospitalier Universitaire

de Montpellier (Francia), il Pfützner Science & Health Institute GmbHMannheim (Germania) e il Forschungsinstitut der Diabetes-Akademie Bad MergentheimBad (Germania) per gli sviluppi nell’animale e nell’uomo e la valutazione dell’impatto psicologico del sistema.

Il progetto FORGET DIABETES  nella sua globalità è coordinato dal Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino (DSDB) dell’Università di Padova, diretto dal Prof. Giorgio Perilongo. A conclusione del percorso di sviluppo tecnologico, il progetto consentirà allo staff della Diabetologia Pediatrica di Padova, diretta dal Dott. Carlo Moretti, di estendere la sperimentazione a bambini e adolescenti con diabete tipo 1.