A CASTELFRANCO VENETO IL CAFÈ
FRACCARO
“PRIMO RISTORANTE AMICO DEI DIABETICI”
Tutto è iniziato con un comunicato stampa della Regione
Veneto dell’11 settembre, poi l’evento il 12 seguito da dettagliatissimi articoli della Regione e giornali, compreso il prestigioso Sole 24 Ore
e servizi delle TV locali, che hanno generato decine di pagine in Internet con la
notizia che plaude la “FRACCARO
CAFÈ”, punto di vendita al
pubblico dell’Azienda Dolciaria Fraccaro di Castelfranco Veneto, divenuto “il
primo ristorante in Italia adatto anche alle persone affette da diabete di tipo
1”.
Questo il link del Sole 24ore: https://barbaraganz.blog.ilsole24ore.com/2018/09/14/lazienda-dolciaria-che-apre-il-primo-ristorante-amico-dei-diabetici-solo-in-veneto-300mila-persone/
Anche il Gruppo FB DIABETICINSIEME
amministrato dalla Coordinatrice regionale delle Associazioni Venete dei
diabetici ha ripreso la notizia con ricchezza di particolari:
“Il Fraccaro Café diventa il primo ristorante, pizzeria,
caffetteria e pasticceria in Italia amico di tutti coloro che hanno il diabete
di tipo 1. In collaborazione con l’associazione Nastrino Invisibile Onlus,
promotrice del progetto, il menù del Fraccaro Cafè mostra, per ogni voce, il
conteggio dei carboidrati (CHO), dettaglio fondamentale per l’assunzione
corretta di insulina” …. "Presentato oggi il menù “a misura di diabete” del Fraccaro
Café. Lo spazio gourmet diventa così il
primo ristorante in Italia ad essere d1abfriend, ovvero adatto anche alle
persone affette da diabete di tipo 1”
A rendere possibile il miracolo di così tanta attenzione
riservata all’iniziativa il lungo elenco delle personalità presenti
all’inaugurazione del negozio-ristorante,
ad iniziare dall’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto,
il Sindaco di Castelfranco Veneto e Presidente della Provincia di
Treviso Stefano Marcon, l’Assessore alla Sanità del Comune di Castelfranco
Veneto Sandra Piva, la Dottoressa Sabrina Carraro, Vice Presidente di
Assindustria Veneto centro – delegata di Territorio Castellana e il Dottor
Giovanni Taliana, Presidente del Gruppo Alimentare di Assindustria Veneto centro,
il Dottor Renato Grando, fiduciario Slow Food per l’Alta Marca Trevigiana. Per
l’Associazione Nastrino Invisibile sono intervenuti il Presidente Stefano Palermo
e Paola Tranquillo, responsabile progetti, affiancati dal management di
Fraccaro Cafè.
QUESTO IL FOGLIO
DESTINATO
AI MENÙ DEL GIORNO
Esempio: nel menù, a fianco della torta al cioccolato, c’è il
prezzo e un numero: 53. Il tiramisù invece totalizza 23 e più su, fra i primi
piatti, c’è il 127 delle lasagne fresche e il 18 della Vellutata di zucchine e
patate profumata alla menta. Ogni voce riporta la quota chiamata CHO che indica
la quantità di carboidrati presente in ogni porzione.
Nella Tribuna di Treviso (http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2018/09/13/news/fraccaro-cafe-lancia-il-menu-per-diabetici-altri-ci-seguano-1.17246463)
l’estensore dell’articolo scrive: “L'idea, se vogliamo, era piuttosto semplice:
indicare i valori dei carboidrati nel menù in modo che i diabetici possano poi
dosare la quantità di insulina necessaria per non aver problemi.” … “Una
innovazione orgogliosamente veneta, visto che tutto è partito da una mamma di
Cornuda, Paola Tranquillo, che desiderava solo una cosa: andare al ristorante (con
il proprio figlio) senza il rischio di incorrere in iperglicemie.”
L’idea è stata trasformata in “business” da Fraccaro e si
spera che altri la seguano, non solo a Castelfranco Veneto, imparando a
calcolare il CHO, il contenuto di carboidrati dei cibi, che dipende dal loro indice
glicemico. Il calcolo dei carboidrati dei pasti è importante per dosare in modo
giusto l’insulina da iniettare al pasto. Naturalmente si auspica che il calcolo
sia vero e non stimato da parte di
ristoratori che copiano l’iniziativa.
Nel Blog dell’Associazione Diabetici di Rovigo c’è un post con video e diapositive con dettagliate
informazioni sull’argomento. Il post è già stato visto da oltre 9.000 persone.
“Il contenuto è
destinato alle persone con diabete che devono assumere insulina per assimilare
gli zuccheri contenuti nel cibo. Sono contenuti argomenti che riguardano una
materia chiamata "Scienza dell'alimentazione" in particolare il ramo
della "nutrizione". Purtroppo non sempre il corpo umano svolge
perfettamente le sue funzioni, ma per fortuna la scienza e la medicina moderna
è in grado di sopperire alle inefficienze della nostra macchina. Quando il
pancreas non produce più insulina o quella prodotta è insufficiente è
necessario somministrare prodotti similari che svolgano la medesima funzione.
Due sono le ragioni essenziali: la prima impedire che il
livello degli zuccheri nel sangue siano elevati oltre misura; la seconda è
quella di fornire al corpo le energie necessarie, essendo i carboidrati gli
alimenti dai quali dipende prevalentemente l'energia che ci consente di vivere.
La visione del video fa bene anche alle persone che non assumono insulina,
perché un giorno potrebbero averne bisogno, quando la glicemia fosse divenuta
un rischio troppo elevato di complicanze cardiovascolari ed altre.”
(CLICCA E VAI AL POST)
Quello di Castelfranco Veneto è stato un evento per niente
banale. Il diabete è una malattia sociale i cui numeri sono destinati ad
aumentare. Parlarne e diffondere notizie sulla corretta alimentazione serve
alle persone con la malattia impegnate ad impedire le complicazioni, ma serve
anche a tutti gli altri per prevenirla, soprattutto alle persone a rischio di
quella denominata Tipo 2. Bene quindi l’enfasi data all’episodio, molto più
efficace degli incontri-dibattiti con
gli specialisti, spesso ingiustamente e colpevolmente disertati e disattesi. Questa
estate anch’io ho suggerito ad un ristoratore di fare piatti con pasta
“integrale”, indicata alle molte persone con diabete tipo 2, ottenendo questa
risposta “già fatto, ma non interessa a
nessuno”.
L’assenteismo psicologico e
menefreghismo di molti è uno dei tanti motivi per cui parlare di prevenzione cogliendo
originali occasioni è un dovere delle Istituzioni.
Ho scritto il titolo del post con intenzione “polemica”,
ricordando che nella sanità non sono estranei gli “affari”, con riferimento ai
molti episodi che spesso emergono e che riguardano persone che ne approfittano.
Non è certo se l’Azienda Fraccaro trarrà beneficio dall’iniziativa. Se avverrà,
lo merita, non solo per questa iniziativa, soprattutto per il suo radicamento
nel territorio e nella Comunità. Ho abitato nella vicina Cittadella per 20 anni dal 1958, stesso
periodo nel quale anche la mia famiglia a Rovigo,dopo la grande alluvione del 1951, aveva creato una analoga
industria artigianale per la produzione dolciaria e conosco tutti i dettagli e
problemi. La foto qui
sotto dei Fraccaro è del medesimo periodo. Pino
Schiesari