lunedì 12 novembre 2018

FARMACIE - PREVENZIONE - EDUCAZIONE ALLA SALUTE

DIABETE - IL RUOLO DELLE FARMACIE 

Abbiamo più volte ribadito, come Associazione degli ammalati, che è necessaria molta prevenzione per questa malattia cronica. Il continuo aumento dei numeri dimostra che l'azione svolta dalle Istituzioni Sanitarie pubbliche preposte è insufficiente. Le ragioni sono molteplici, ma una in particolare è sotto gli occhi di tutti: il diabete, come malattia, è sottovalutato dalla maggioranza delle persone ed anche nelle famiglie dove c'è un membro malato. La sottovalutazione è prodotta dalla stessa organizzazione della società attuale (alimentazione e stile di vita) e dalla insufficiente conoscenza del rischio di ammalarsi e delle complicazioni del diabete trascurato. Si sa che il diabete, quando si presenta e per molti anni, non da disturbi, ma poi .... 
Il diabete, anche se colpisce individualmente, è una malattia sociale e come tale nella "Società" tutti devono essere coinvolti: le Istituzioni, la scuola, il volontariato, le famiglie e le singole persone, ciò che si chiama con una sola parola "PREVENZIONE".
È ciò che si propone di fare l'Associazione, non solo nei confronti dei propri iscritti (pochi rispetto al grande numero degli ammalati), anche (soprattutto) nei confronti di tutti i cittadini, come previsto dalla "legge" e dal proprio "statuto".

Dallo scorso anno non siamo più soli. Un importante contributo alla prevenzione è venuto dalle FARMACIE, ecco come:


   Non tutte le farmacie hanno aderito all'iniziativa di Federfarma, questo l'elenco della Provincia di Rovigo:
L'iniziativa delle Farmacie è molto importante per due ragioni: la prima perché sono diffuse in tutto il territorio, la seconda perché ci si può recare in qualsiasi ora di apertura in tutta questa settimana.


domenica 11 novembre 2018

LA FAMIGLIA E LA PREVENZIONE DEL DIABETE

LA FAMIGLIA E LA PREVENZIONE DEL DIABETE 

 Parlare di diabete può indispettire le persone che sono fortunate a non avere questa malattia cronica, ma c'è un modo per evitare di sentirne parlare: NON SI GUARDA IL VIDEO che dura solo un minuto e metà è dedicato ai pesci "pagliaccio", ricordando che sono pesci che vivono in famiglie e che c'è il detto antico "SONO SANO COME UN PESCE". Sono convinto che la prevenzione non è inutile e serve per continuare ad essere sani. Il Vostro PinoVision






sabato 10 novembre 2018

MISURA LA GLICEMIA - NON È INUTILE


NELLA GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE

MISURA LA GLICEMIA


Lo devi fare anche se sei “sano come un pesce”




Non è inutile e non è banale. Il diabete è una malattia subdola e silenziosa, inizialmente non da nessun disturbo, ma è presente nel nostro corpo. Con il passare degli anni il nostro “pancreas” produce meno insulina e gli zuccheri (il carburante che ci fornisce energia) non vengono completamente utilizzati e rimangono nel sangue creando problemi agli altri organi (leggete i post dove ne parliamo)
Non è inutile e non è banale.  A dirlo sono  i numeri dei diabetici nel Mondo, in Europa, in Italia, nel Polesine. Sono numeri che spaventano. Sono migliaia le FAMIGLIE nelle quali c’è il diabete. In molte c’è ma non si sa. Sono molte le persone decedute per diabete, ovvero per le complicazioni del diabete trascurato o non diagnosticato.
CHE FARE ?

È necessaria la PREVENZIONE attraverso la conoscenza e consapevolezza della malattia e delle sue complicazioni. Come primo atto è fare IL CONTROLLO DELLA GLICEMIA

Facciamolo “IN PIAZZA”

A ROVIGO – MARTEDÌ 13 NOVEMBRE DALLE ORE 9:30 ALLE ORE 12:30
in Piazza Vittorio Emanuele II – laterale Palazzo ROVERELLA
Ci sarà il “gazebo” con il personale della Croce Rossa Italiana, i volontari della Associazione Diabetici di Rovigo e dei Lions Clubs di Rovigo e Badia Pol.



Il controllo della glicemia 
è un atto personale di prevenzione e di responsabilità nei confronti di tutta la FAMIGLIA che ne è coinvolta.

Chi non può recarsi in Piazza al mattino,
potrà fare il controllo (gratuito) presso le FARMACIE,
DAL 12 AL 18 NOVEMBRE
Le Farmacie sono dotate di strumentazioni che consentono alcune analisi del sangue in tutto il periodo dell'anno, utili per tenere sotto controllo lo stato di salute del nostro corpo.  




L’annuncio di “Federfarma”

“Screening gratuito in farmacia, da lunedì 12 novembre a domenica 18, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Diabete in calendario il 14. L’occasione per compiere una buona azione rivolta a noi stessi viene dalla seconda edizione della campagna nazionale DIA Day. Le farmacie aderenti proporranno l’autoanalisi gratuita della glicemia. Sottoporranno agli interessati anche un questionario anonimo, per valutare il rischio di sviluppare malattia diabetica. Quest’anno verranno anche rilevate informazioni circa l’aderenza alla terapia prescritta dal medico da parte dei soggetti diabetici, cioè in presenza di una diagnosi già formulata”.


      Questa speciale “GIORNATA” si concluderà con un incontro dibattito (dalle ore 17 alle ore 19), nella Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi, incentrato sul ruolo della FAMIGLIA per la PREVENZIONE.

      La Dott.ssa Maura Gardinali, Responsabile del Servizio di Diabetologia della Casa di cura di Santa Maria Maddalena, parlerà del “Ruolo insostituibile della Famiglia” 

    Il Dr. Francesco Mollo, Responsabile della Diabetologia dell’Ospedale di Rovigo e Trecenta, parlerà delle “Nuove frontiere della Ricerca diabetologica”


    Importante il pensiero degli specialisti in merito alla prevenzione. 
    Ricordiamo che il Dr. Francesco Mollo è Responsabile del Centro Antidiabetico dell'Ospedale di Rovigo ed è Presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia sez. Veneto – Trentino Alto Adige. Queste le sue parole in un recente documento inviato alla Direzione Generale dell'AULSS 5 Polesana 

    "A sostegno della estrema rilevanza della prevenzione e della diagnosi precoce del Diabete nella Provincia di Rovigo vi sono i risultati del vasto screening svoltosi l’anno scorso in più dell’80% delle Farmacie ed in 5 piazze della Provincia che hanno testimoniato come accanto ai diabetici noti vi sia una percentuale dall’1 al 3% della popolazione adulta che presenta glicemie significative per diabete non conosciuto e curato. Inoltre, in base ai dati raccolti, un 20% della comunità polesana risulta ad elevato rischio di sviluppare diabete entro i prossimi 5-8 anni.
    Numeri impressionanti per la tutela della salute pubblica e l’impatto socio-sanitario conseguente che richiedono ampie misure di intervento precoce nelle prime fasi della malattia e sullo stile di vita delle famiglie, che risultano quasi tutte interessate o a rischio di esserlo."

martedì 6 novembre 2018

IL DIABETE TORNA IN PIAZZA A ROVIGO IL 13 NOVEMBRE 2018

ASSOCIAZIONE DEGLI AMMALATI
SPECIALISTI DEL DIABETE - C.R.I. - LIONS CLUB
 IN PIAZZA A ROVIGO IL 13 NOVEMBRE   

Il Presidio Diabetologico, al mattino, in Piazza V.Emanuele II, di fronte al Palazzo Roverella, con la misurazione gratuita della glicemia da parte del personale della Croce Rossa Italiana. Al pomeriggio l'incontro dibattito nella Sala Oliva, relatori la Dr.ssa Maura Gardinali, Responsabile del Servizio di Diabetologia della Casa di Cura di Santa Maria Maddalena e il Dr. Francesco Mollo, Responsabile della Diabetologia degli Ospedali di Rovigo e Trecenta.
Manifestazioni analoghe sono state organizzate ad Adria e Badia Polesine.

“La famiglia e il diabete” è il tema dI questa Giornata Mondiale del Diabete, ufficialmente il 14 novembre 2018, ma lo sarà anche di quella successiva del 2019. L’importanza dell’argomento è tale che la International diabetes federation (Idf) ha deciso di estendere su due anni questa campagna, che culmina nello World diabetes day, ma che si articola in un lavoro condotto lungo il corso di tutto l’anno.
Idf intende infatti sviluppare nel corso di questi due anni una campagna per far crescere la consapevolezza dell’impatto che il diabete ha sulla famiglia e promuovere il sostegno a chi deve fronteggiare questa condizione. Contemporaneamente, la campagna intende mettere in primo piano il ruolo essenziale della famiglia nella gestione, cura, prevenzione ed educazione sul diabete.

Noi dell'Associazione siamo impegnati tutti i giorni dell'anno in quella che consideriamo la nostra "mission" principale: la "prevenzione",  che si ottiene con la diffusione delle informazioni per educare e rendere consapevoli le persone dei rischi e delle conseguenze del diabete non diagnosticato o trascurato.

Questo brevissimo video sotto forma di spot è una sintesi della nostra presenza nel web e rappresenta il nostro contributo "moderno" nella lotta contro questa forma subdola di malattia. 


IL BLOG





IL GRUPPO FB


IL SITO DIABETEROVIGO.IT





Cogliamo l'occasione per condividere nel nostro blog un recente articolo pubblicato nel sito della A.M.D. (Associazione Medici Diabetologi) nella sezione divulgativa "Diabete No Grazie" 


Le società avanzate hanno spostato la cura dalla comunità a strutture separate. Ma l’ospedale non può essere l’unico luogo della gestione, e soprattutto della prevenzione, delle malattie croniche. 
La cura torna quindi alle comunità e quelle con il più alto grado di capitale sociale sono avvantaggiate.
Alla fine dell'articolo c'è il riconoscimento a 
Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Umbria

Parla Raffaella Nanetti

 professore emerita di Urban Planning and Policy alla University of Illinois di Chicago (USA)


Raffaella Nanetti, ora ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente alla LUISS


Negli ultimi dieci anni il termine ‘capitale sociale’ è uscito dal linguaggio specialistico. Di cosa si tratta? «In grande sintesi il capitale sociale è la somma degli effetti delle relazioni positive che si instaurano fra le persone che vivono su un territorio», spiega Raffaella Nanetti, professore emerita di Urban Planning and Policy alla University of Illinois di Chicago (USA). «Il capitale sociale può essere misurato valutando il numero e la qualità di queste relazioni, l’empatia, i valori di solidarietà e la fiducia reciproca che esprimono, evidenziando le norme non scritte che regolano queste relazioni e la capacità delle persone di aggregarsi e agire per un bene comune».
Raffaella Nanetti fa parte del team di politologi e specialisti di economia territoriale, che ha messo a punto questo concetto e ha iniziato a promuoverne l’inserimento in politiche d’intervento sul territorio. «Ogni territorio ha una ‘dotazione’ più o meno alta di capitale sociale e non vi è necessariamente un rapporto positivo fra il capitale sociale e quello finanziario; anzi se esiste una relazione può essere addirittura inversa».
A differenza del capitale finanziario che è di proprietà individuale ed è l’effetto dello spirito individualista, il capitale sociale non è proprietà di un individuo ma della comunità territoriale che lo esprime, essendo il frutto delle relazioni positive tra le persone che quindi ne dispongono e questo consente loro di ridurre il fabbisogno di capitale finanziario.
Un esempio banale? Nelle comunità ricche di capitale sociale, ogni persona ‘dà un occhio’ ai figli anche degli altri, in quelle povere di capitale sociale ogni madre deve pagare una baby sitter.
Cosa c’entra questo con la salute in generale e con la prevenzione e la gestione del diabete in particolare? C’entra a due livelli: prima di tutto se è vero che le società odierne possono avere perso una parte del loro capitale sociale è anche vero che la creazione di un ‘bene comune’ come il Servizio sanitario universale «ha sicuramente promosso o mantenuto capitale sociale. Nei Paesi dove questo bene comune non c’è, come negli Usa, o non funziona più, come in Cina, la preoccupazione di non poter pagare le cure induce sicuramente a paura, sfiducia nel futuro e accentua atteggiamenti individualistici», afferma Raffaella Nanetti che è nata in Italia ma ha studiato alla University of Michigan.
La quantità di capitale sociale oggi torna ad avere un effetto sulla salute. Vediamo perché.
Nelle società pre-moderne la malattia si sviluppava nel contesto sociale: le cure erano erogate dalla collettività ricorrendo a saperi condivisi (le erbe ad esempio o i riti) o a semi-specialisti (il dentista-chirurgo). «A partire dall’Ottocento la gestione della malattia è stata separata dalla socialità e affidata a spazi e persone specializzate», riassume Raffaella Nanetti. Questo approccio ci ha permesso di guarire o gestire quasi tutte le malattie mortali. Si sono invece diffuse le malattie e condizioni croniche: il diabete per esempio. La ‘separazione’ non è una strategia efficace per queste malattie che possono essere prevenute e gestite efficacemente solo a livello di comunità. «La malattia ritorna quindi nel contesto sociale, torna a essere una responsabilità sociale. Nelle società avanzate occorre una capacità di programmazione integrata; la salute non si produce solo nel settore della sanità», ricorda Raffaella Nanetti, ora ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente alla LUISS, «facciamo un esempio banale: la politica sanitaria deve essere messa in relazione con l’istruzione perché le abitudini e le valorizzazioni alimentari si producono nell’età scolare. In molti casi si è visto come l’assistenza alla famiglia del malato sia più efficace, meno costosa e più vicina ai desideri che non l’ospedalizzazione/istituzionalizzazione».
Non è un caso che in Italia l’assistenza al terzo settore e al territorio sia maggiore nelle regioni (per esempio Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Umbria) dove è più alto è il capitale sociale. «e non sorprende che proprio nelle regioni con maggiore capitale sociale troviamo la maggiore densità di associazioni di malati», conclude Raffaella Nanetti, «e che gli amministratori più illuminati vedano la relazione forte che esiste fra la creazione di spazi in grado di ricostituire il capitale sociale: giardini, centri sociali, aree pedonali, e la produzione di salute del territorio».

Pubblicazione a cura dell'Associazione Diabetici di Rovigo

giovedì 1 novembre 2018

ENZO BONORA CONTRO IL DIABETE

https://www.facebook.com/enzobonoracontroildiabete/

L'ASSOCIAZIONE DIABETICI DI ROVIGO RACCOMANDA 
LA VISUALIZZAZIONE DELLA PAGINA FACEBOOK
CREATA DAL PROF. ENZO BONORA 

Enzo Bonora è professore ordinario di Endocrinologia dell'Università di Verona e dirige il reparto di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo della AOUI (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata) di Verona. E' medico, docente e ricercatore. È stato presidente della S.I.D. (Società Italiana di Diabetologia).

un video di alcuni secondi con un "jet" che spara contro il diabete (non si esce dal blog - questa immagine di copertina è quella che passa il "convento", però il video è perfetto)



... il medesimo video è caricato anche nella pagina FB della'Associazione Diabetici di Rovigo

clicca per aprire la pagina - poi ritorna nel blog per navigare ancora






Ora vai alla pagina del Prof .........
poi ricordati di ritornare nel blog


LA PRESENTAZIONE DELLA PAGINA:
Questa pagina è stata creata per fare divulgazione sul diabete mellito, una malattia cronica diffusissima, molto complessa, che interessa tutto l’organismo e la cui prevenzione richiede molta conoscenza e la cui cura si basa soprattutto sulla attiva e consapevole partecipazione di chi ne è affetto. La durata e la qualità della vita di chi ha il diabete dipendono dalla persona con la malattia. Il diabete non preclude alcun successo nella vita (famiglia, lavoro, sport, ecc.) ma trascurarlo può fare molto male. Tutti devono sapere che il diabete può uccidere perché è un BASTARDO ma tutti devono sapere come fare perché questo non accada. Il diabete va sfidato e va sconfitto. SFIDIAMOLO INSIEME.
Il diabete va sfidato per essere sconfitto. La sfida va lanciata e condotta tutti insieme: la persona con la malattia, i suoi familiari, il team diabetologico (diabetologo, infermiere, dietista, psicologo, podologo, altri specialisti), il medico di famiglia, il farmacista, i decisori in sanità a livello locale, regionale e nazionale, la società nelle sue varie componenti (scuola, mondo del lavoro, dello sport e della ricreazione, associazioni del volontariato, amministratori dei comuni, delle province, delle regioni, dell’intero Paese). Un ruolo chiave lo hanno i media (giornali, radio, televisioni, internet) che hanno il dovere di trasmettere molta e buona informazione sulla malattia.
Un ruolo decisivo lo hanno anche i social network per la loro enorme potenzialità (in certi casi già realtà) nel fornire informazioni, nell’aumentare conoscenza, nel sottolineare i bisogni delle persone con diabete, dando loro voce, e nel rassicurare sul fatto che non sono sole nella sfida.
La sfida può essere vinta solo con il contributo di tutti.
Il diabete è un BASTARDO e non possiamo farlo vincere.

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